Dopo la Smalp

Dopo la Smalp

DOPO LA SMALP- di Antonio Monzillo – Esperienze di Vita.

Iniziamo da subito, destinazione Malles, io Ferraris, Alloggio, Borbonaglia e Capoferri in auto partimmo non estremamente felici ma preoccupati per quella destinazione tanto temuta nei 5 mesi di Smalp. Arrivammo in mattinata ci presentammo al comando, iniziò la procedura burocratica di accoglienza, vai di qui vai di la passa mezzogiorno, a un certo punto scopro che io devo essere trasferito a Glorenza una piccola caserma (ex punitiva) di sole 2 compagnie, distante pochi km. L’agitazione continua a salire, l’unico conforto erano i compagni di corso che stavo lasciando insieme alla colazione non fatta per il viaggio e il pranzo che tra un trasferimento e l’altro saltò. Arrivai a Glorenza verso 14/14,30 mi ricevette “mio padre” che con molta cordialità mi fece accomodare nella mia stanza dove riposi le valigie e mi sistemai, dopo arrivò un altro Sten “nonno” che mi portò a conoscere gli altri Ufficiali della compagnia (la 49 di Dio), tra un comandi, piacere, benvenuto ect intanto si erano fatte le 18 ed io ero ancora a digiuno dalla sera prima, tra un commento e l’altro sentii il Tenente dire a mio “nonno”  PREPARATELO…incuriosito, turbato, affamato io segui il “nonno” fino alla mia camera e lui mi diede le istruzioni che consistevano nel: infilarsi sopra la Drop la tuta invernale da sci (quella bianca imbottita) con sopra la fascia blu, la sciabola, il cappello e i guantoni bianchi (li ricordate quelli con solo il pollice separato). In me iniziava a serpeggiare il dubbio che ci fosse qualcosa di strano, ma chi si osava a commentare…

Finita la vestizione mi portarono al circolo ufficiali e precisamente nella sala da pranzo, una bella stanza lunga almeno un dozzina di metri, dove al fondo c’era un grosso tavolo in orizzontale e dietro era schierata tutta la calotta degli ufficiali della caserma, Sten, Tenenti ect.. tutti seduti con un bel sorriso di accoglienza. Mi misero al fondo del lato opposto quindi ben distante dal tavolo sul quale c’erano diverse bottiglie di vario genere, premetto; io all’epoca ero astemio e a digiuno dalla sera prima, per farla breve l’accettazione alla calotta consisteva nel doversi presentare con tanto di saluto con sciabola che, chiaramente con i guanti da neve l’emozione e tutto il resto goffamente sbagliavo o non rendevo “udibile” quindi “errore” e dovevi andare al tavolo a bere un bicchiere di Nardini, cari Amici del 95 io oggi non ricordo neanche il secondo di bicchiere, la mia presa di coscienza e risveglio avvenne al mattino seguente quando “mio padre” mi svegliò per andare a fare il giuramento davanti alla bandiera su al comando di Malles nell’ufficio del Colonello.

Appena alzato mi sembrò di avere 2 enormi buchi al posto delle reni e intorno a me una puzza di grappa e vomito da far paura, mi lavai e vesti in fretta per andare al circolo per prendere almeno un caffè dopo 36 ore, entrai nel bar e vidi che sul bancone e ovunque ci fosse spazio c’erano bottiglie di vino ognuna con un biglietto allegato sul quale c’erano delle frasi, incuriosito mi avvicinai, ne lessi alcune e riportavano testi come ”dava del Tu al Capo Calotta”, “parlava in Inglese” ect ect ect e allora capii che tutte quelle bottiglie erano tutti i miei errori della serata precedente ben motivati e che avrei dovuto pagare a fine mese.

Bene pensai, il primo stipendio è andato e cercai di mettermi il cappello che scoprii essere stato anche lui contenitore di grappa per le bevute collettive della sera precedente e quindi puzzava da far paura. Arrivò la AR che mi portò su a Malles dove entrando tutti si giravano per l’odore alcoolico che emanavo, ritrovai i miei compagni del 95, andammo dal Comandante e finalmente arrivo il tanto atteso giuramento davanti alla bandiera, e qui cari colleghi permettetemi un piccolo vanto (nello sguainare e rinfoderare la sciabola sono stato il migliore, Voi un pò titubanti per la giusta emozione, io ubriaco perso ho estratto salutato e riposto la sciabola come fosse un grissino, che solo Dio sa come ho fatto a non trafiggermi da parte a parte. 

Questo era il sistema alla Caserma di Glorenza per capire che tipo di Ufficiale stava arrivando, se era bravo, cattivo, onesto, disonesto ect, perché ovviamente quando sei ubriaco esce fuori la tua vera anima. 

Da quel giorno tutto bene!!!

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2 pensieri riguardo “Dopo la Smalp

  1. Bellissima questa cronaca Antonio. Sarebbe da ricavarci un film “36 ore: all’inferno e ritorno”!
    Se ne hai altre scrivi pure.

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